Dalmazia

 

 

 

 

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La Dalmazia meridionale è probabilmente la regione più affascinante, sia da un punto di vista naturalistico che culturale, e ricca di storia della Croazia. Una nazione giovane, che a meno di dieci anni dalla guerra, sembra aver ormai superato tutti i ritardi e i disagi che essa aveva causato al paese. La regione, da sempre crocevia di popoli e culture diverse, si estende lungo una fascia costiera che tende a stringersi man mano che si scende verso sud.

Il tragitto che presenterò parte dalla città di Trogir (Traù), circa 30 km a nord di Split (Spalato), per terminare a Dubrovnik, 300 km più a sud.

Come è risaputo la Dalmazia è stata per molti secoli sotto l'amministrazione veneziana, nonché parte dell'Italia fascista; per questo motivo molti nomi delle città o delle isole dalmate sono espresse, nelle guide turistiche, nella denominazione italiana. Io userò il nome slavo per indicarle, anche se porrò tra parentesi quello italiano per le localintà più note.

Se arrivate dall'Italia con il traghetto (quanto mai consigliato) notereta la straordinaria scenografia naturale che circonda la costa dalmata: decine e decine di piccole e grandi isole anticiperanno il vostro sbarco al porto di Split, catturandovi con la loro selvagga e ancora intatta bellezza. Il mio consiglio è di prendere un traghetto notturno in modo da arrivare all'alba e godersi così lo splendido spettacolo del sole che sorge tra il mare e le frastagliatissime isole che incontrate nell'avvicinarvi alla terra ferma.

Ora iniziamo il nostro tragitto: Trogir
Il paese è formato in pratica da due isolette collegate alla terraferma da due ponti. E' un vero gioiellino, molto ben conservato che ha nella cattedrale di San Lorenzo (Sv. Lovre) il suo punto di maggiore interesse. Nel castello, che sorge proprio di fronte al porto, si tengono spesso degli spettacoli folcloristici, mentre lo "struscio" si caratterizza soprattutto lungo l'obala (il lungomare), che deve il suo fascino alla contrapposizione tra le belle architetture delle abitazioni e le barche (spesso veri e propri yacht) parcheggiati lungo il canale. Di solito a Trogir la sera convergono tutti i giovani della zona, soprattutto da Split, città che oggettivamente non offre molto. Il mio suggerimento, quindi, se volete soggiornare a nord prima di sobbarcarvi gli oltre 300 km che vi dividono da Dubrovnik, è quello di fermarvi qui piuttosto che a Split, oppure scendete oltre la baia spalatina che presenta anch'essa dei posti molto accoglienti e vivaci (attenzione a non fare troppi km però perchè altrimenti si incontrano le cittadine turistiche da evitare accuratamente come Makarska o Ploce inventate dai tour operator e che non dicono assolutamente nulla).


Prima di arrivare a Split ci fermiamo alla baia dei Castelli (Kaštelanski zaljev): si tratta di una località formata da sette piccoli paesini in riva al mare, caratterizzati appunto da sette castelli. Tranne quelli più vicini a Split (fondamentalmente agglomerati industriali) gli altri sono tutti carini e se non beccate una stagione di mucillagini, la baia è molto accogliente.

Arriviamo finalmente a Split, la maggiore e più importante città dalmata. Le origini romane della città sono evidenziate da quello che è il centro di maggiore interesse turistico della stessa, cioè il Palazzo di Diocleziano. Esso rappresenta una città nella città, il vero nucleo storico di Split. Tutto il centro storico è comunque molto bello, e vale proprio la pena girare per le vie strette e per il variopinto mercato del pesce. Le architetture dei palazzi dimostrano allo stesso tempo la vitalità e l'incredibile crogiolo di genti che hanno convissuto in questa città: resti romani, barocco, gotico, stile veneziano, e tradizione dalmata si incontrano e simescolano tra loro in un delirio di colori e forme. Il lungomare rappresenta il fulcro della vita spalatina, anche se qui tutti i locali chiudono molto presto (già alle 22.30 fate fatica a trovare qualcosa da mangiare o da bere).

Se ne avete la possibilità imbarcatevi verso una delle isole che fronteggiano la costa spalatina, come Brac, Vis ma soprattutto Hvar (Lesina). L'isola è famosa soprattutto per la lavanda, di cui è grande produttrice. Il capoluogo si chiama come l'isola stessa, Hvar appunto. Di origine veneziana, il paese è caratterizzato dalla bella piazza di Santo Stefano (Sv. Stjiepana) aperta al porto e al mandracchio, una piccola darsena lasciata in eredità dalla repubblica lagunare, della quale si scorge ovunque l'influenza architettonica.. E' molto caratteristico camminare per gli antichi viottoli e salire fino alla fortezza napoleonica che domina il paese e il porto sottostante. L'isola di Hvar presenta ancora una natura selvaggia e pressochè incontaminata. Se dal capoluogo ci dirigiamo verso il secondo paese più grande per numero di abitanti, Starigrad (Cittavecchia), dovremo in pratica attraversare tutta l'isola: la particolarità consiste nel fatto che l'attraversamento dura appena 20 minuti. L'isola di Hvar infatti si caratterizza come una lunga striscia di terra lunga circa 60 km e larga appena una decina. Proprio a metà strada tra i due paesi si incontrano delle piccole spiagge, la più bella delle quali la troviamo circa 1 km prima di imboccare la piccola galleria che incontriamo lungo la strada (se veniamo da Hvar, in senso opposto se arriviamo da Starigrad). Si tratta di un piccolo golfo, un vero paradiso blu al quale si può accedere attraverso un ripido sentiero. La presenza della spiaggia sarà sottolineata dalle auto parcheggiate lungo la strada. Di solito, però, non è mai eccessivamente affollata, soprattutto la mattina. Dopo un bel bagno rilassante possiamo percorrere i restanti 10 km circa e arrivare a Starigrad, situata tra una profonda baia e l'unica pianura dell'isola. Anche questo piccolo paese di neanche 3000 abitanti è composto da aggrovigliate stradine definite da palazzetti barocchi e dalla poderosa chiesa di Sv. Ivan, la più antica di tutta l'isola (originale del VI secolo, rifatta nel XII).

Dopo aver gozzovigliato pesce e del buon vino dalmata possiamo ripartire. Ora torneremo sulla terraferma, ma prenderemo il traghetto a Sucuraj, piccolo paesello di appena 700 abitanti sull'estremità est dell'isola, ad appena 2 miglia dalla costa dalmata. Per arrivare al porto dobbiamo percorrere circa 50 km: sembrerebbero pochi, per chi non conosce l'isola, in verità sono 50 km composti da continui sali-scendi, curve, strapiombi sul mare, senza incontrare quasi mai dei paesi, se si eccettuano ogni tanto delle case sparse qua e là. Per quei pochi fortunati che decideranno di sobbarcarsi questo viaggio in macchina (non lo fa quasi mai nessuno) anticipo che ne vale veramente la pena: la natura incontaminata e selvaggia, gli splendidi panorami e il profumo di lavanda rallenteranno ancora di più il vostro viaggio, perchè sarete rapiti dalla pace e dai colori, tanto da fermarvi spesso per catturare qualche immagine con la vostra macchina fotografica. Una volta imbarcati sul traghetto (il tragitto dura circa una mezzora) non vi rimane altro che riposarvi e godervi il panorama perchè il prossimo "avversario"fino a Dubrovnik sarà la temibili Jadranska Magistrala, ovvero la tortuosa e affascinante strada adriatica! A picco sul mare o in pianura, la strada segue per intero la tormentata linea della costa, toccando in successione, o sfiorando, tutti i centri della costiera attraverso scenari sempre diversi, spesso di grande effetto: paesaggi lunari di aspre rocce, pendii coperti da boschi, profonde insenature, porti, scorci incantevoli e purtroppo, di tanto in tanto, qualche incendio, che ne può bloccare lo scorrimento. Il paesaggio è stupendo, ma la strada è molto impegnativa e non permette distrazioni. Percui anche se sono solamente 300 km (o poco meno) che separano Spalato da Dubrovnik sarà quasi impossibile compierli tutti senza effettuare neppure una sosta. Se vi capita, visitate Neum, unico sbocco sul mare della Bosnia Erzegovina che taglia in due la Croazia. Si mangia bene e c'è una bella pineta sul mare dove poter riposare prima di riprendere il viaggio.



Dalmazia on line

www.croatia.net, in inglese

www.trogir-online.com, sulla città di Trogir

www.croazia.com, in italiano

www.hvar.hr, sito ufficiale dell'isola di Hvar

www.st.carnet.hr/split, sulla città di Spalato

www.hvar.com

www.split.hr

www.dalmatianet.com, il migliore motore di ricerca dalmata

www.indalmazia.com

 

 

Dove mangiare

Questo è forse uno dei capitoli più interessanti della Dalmazia, dopo il mare. In effetti la cucina è assai varia e si avvicina molto al gusto di noi italiani.Il clima e il suolo danno delle caratteristiche particolari ai vini croati (per la verità prodotti soprattutto nel nord) per cui possiamo tranquillamente accompagnare le nostre mangiate di pesce con qualche bottiglia di Grasevina o di Plavac. Il pesce, dicevo, la fa da padrone, soprattutto man mano che si scende verso sud. Ecco allora una piccola lista di ristoranti da me accuratamente indagati.
A Trogir non si mangia mala da Monica, in particolare il pesce alla griglia. Attenzione però ai calamari: non sono ripieni! L'ambiente è simpatico in quanto posizionato in un cortile interno che ha come tetto semplicemente un cielo di stelle (questa frase trita e ritrata dovrà essere usata per molti dei ristoranti che citerò qui, perchè quasi tutti presentano le stesse caratteristiche scenografiche). Nella baia dei castelli si mangia bene all'Hotel Villa Zarko (buoni gli antipasti di salmone) e al ristorante Labinezza che può contare su una bellissima posizione ai bordi del mare.

Dove dormire

Personalmente penso che il modo migliore di passare una vacanza in Dalmazia sia quello di affittare una camera o un appartamento. E' una pratica molto diffusa in Croazia e permette di risparmiare in misura considerevole e inoltre vi consente di essere più libere nel gestirvi gli orari. Potrete trovare gli indirizzi degli affittacamere presso qualsiasi ufficio turistico. A Hvar ci sono addirittura i proprietari per le strade che vi offrono le stanze e vi parlano pure in italiano se riconoscono la vostra targa. Secondo me ancora più bella è l'idea di affittare un appartamento con tanto di cucina: potreste così permettervi di uscire di casa la mattina presto e recarvi al mercato del pesce (sempre fresco, in qualsiasi luogo vi troviate) e cucinarvelo poi da soli a pranzo o a cena. Se invece siete dei comodoni e non sapete rinunciare all'albergo allora proverò a consigliarvi alcuni indirizzi.

A Trogir ho sentito parlare del Concordia, albergo a 2 stelle di interessante posizione nelle vicinanze del Castello del Camerlengo. Scendendo verso la baia dei castelli il mio consiglio va sicuramente per l'hotel Villa Zarko, in una bella posizione proprio al centro della baia. E' un 3 stello decisamente bello a un prezzo quasi ridicolo per la qualità del servizio offerta (circa 30 € a persona, forse meno). Ottima anche la cucina e personale simpatico. A Spalato c'è il Bellevue, anche questo un tre stelle, piuttosto famoso in città ma che sembra un pò risentire del peso degli anni. La cucina tra l'altro è oscena. Oppure c'è il Marjan, un 4 stelle che di solito è incluso nei pacchetti turistici offerti dalle agenzie. Comunque a Spalato, secondo me, non vale la pena pernottare. A Hvar sinceramente non conosco alberghi: d'altronde l'offerta in questa piccola isola di camere e pensioni confortevoli è tale che giudico assolutamente inutile la ricerca di un hotel.

 

 

 

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