Eire

 

 

Eire

Cliffs of Moher  


Dublino, una capitale giovane per una nazione giovane. La città sul fiume Liffey infatti è composta da una popolazione la cui età media è inferiore ai 25 anni. Sono pochi dunque a ricordare le battaglie compiute negli anni tra le due guerre per ottenere la tanto sospirata indipendenza, ottenuta completamente soltanto nel 1938 con il pagamento di dieci milioni di sterline alla Gran Bretagna.
Dublino, ovvero Baile Atha Cliath secondo la lingua gaelica, è oggi una grande città che raggruppa oltre un terzo della popolazione irlandese. La capitale ha conosciuto un boom di visibilità e dipresenza studentesca e turistica impressionante in questi anni, tanto che sono ormai molti quelli che la preferiscono a Londra per un periodo di soggiorno-studio (si veda il sottoscritto, altrimenti non sarei qui a parlarvene). Di Dublino è stato detto tutto e di più. Secondo i dubliners la città sta diventando sempre più irriconoscibile, tanto da essere stato inventato anche un quartiere, divenuto famoso per i suoi locali e pubs ma praticamente nato dal nulla: Temple Bar. Un esempio può essere dato dalla odernissima Curved street, dove si può trovare il Temple Bar Music Centre, che ospita studi di registrazione e televisivi.
Della Dublino vecchia non vi è rimasto molto: il castello eretto nel XIII secolo dai normanni, conserva ancora, nella cripta, le mura di origine vichinga. Le cattedrali St Patrick e Christ Church, furono restaurate in epoca vittoriana. All'interno della St. Patrick vi è la tomba dello scrittore Jonathan Swift (l'autore dei Gulliver's travels) e di Stella, la donna a cui l'artista dedicò una sua famosa poesia, intitolata appunto Stella.
O'Connell street è la strada principale della capitale, dove avvengono le sfilate e centro della febbrile attività lavorativa irlandese. In essa troviamo il General Post Office (la Posta Centrale), edificio che fu utilizzato dagli irredentisti irlandesi nel 1916 come sede centrale e che fu quasi distrutto dalle fucilate inglesi nel corso della repressione compiuto il giorno di Pasqua di quell'anno (a questo proposito gli irlandesi parlano di Easter Rising, cioè Pasqua di sangue per riferirsi a quell'episodio, che fu tra l'altro immortalato nel film di Jim Sheridan Michael Collins).
Phoenix Park è uno dei parchi più grandi d'Europa, nel bel mezzo della città. Gli oltre 700 ettari sono distribuiti tra verde attrezzato a campi di rugby, calcio, cricket, palchi per concerti, piste ciclabili, stagni e un obelisco alto 62 metri che ricorda la vittoria di Wellington su Napoleone.
Abbiamo poi il Trinity College, al cui interno è custodito il Book of Kells, un manoscritto miniato risalente probabilmente al IX secolo.
A sud della città si può godere di una bella vista sulla baia. La DART, una sorta di metropolitana all'aperto, arriva sino a Bray per poi proseguire fino ad Arklow. Lungo la strada passiamo per Dun Laoghaire, approdo per i traghetti provenienti dalla Gran Bretagna. Killiney è una delle zone più belle da un punto di vista paesaggistico alla periferia di Dublino, e non a caso è stata scelta dai vip come zona residenziale. Qui possiamo trovare, ad esempio, le ville di Bono e The Edge degli U2, Van Morrison, Neil Jordan, ma anche artisti non irlandesi come Mel Gibson e Tom Cruise.
I dublinesi sono indubbiamente gente simpatica e cordiale con la quale non farete fatica a trovarvi a vostro agio, magari davanti a un bicchiere di birra nella fabbrica per eccellenza di Dublino, la Guinness Brewery all'interno della quale c'è il Guinness Hop Store, in St. James's Gate. Con il biglietto d'ingresso vi è una consumazione omaggio, occhio perciò a non andarci alle nove di mattina!
La Kilmainham Jail è la vecchia prigione di Dublino, simbolo della repressione inglese. In particolare l'ala est fa venire i brividi, soprattutto in considerazione del filmato che viene mostrato ai visitatori all'ingresso (un film sulla storia della prigione e dei suoi detenuti di una buona mezz'ora). Nel grande salone della prigione fu girato il film Nel nome del padre di Sheridan (anche se esso era ambientato a Londra).
James Joyce visse molti anni nel quartiere settentrionale della città, considerato il più degradato. L'autore dell'Ulisse è ricordato da curiose scultura che appaiono quà e là per le vie del centro.

Uscendo dalla città si scopre una realtà completamente diversa. Già in periferia troviamo abitazione più tipicamente irlandesi, magari anche con qualche pecora in giardino. La Bus Eireann compie corse giornaliere un po' ovunque. L'autobus è il principale mezzo di trasporto se non ne avete uno proprio perché la linea ferroviaria è scarsa e vecchia. Dublino è una città si che offre molti divertimenti, ma per chi è in cerca del vero spirito irlandese è forse meglio rimanere pochi giorni in città e mettersi in viaggio. Dunque, ripeto, se non avete un'automobile o una bicicletta (caldamente consigliata per i luoghi, freddamente sconsigliata per il clima) recatevi verso la grande stazione dei bus e scegliete quello che fa più al caso vostro.

 

Siamo pronti? Allora partiamo. Prima tappa le Wicklow mountains, a sud di Dublino. Qui possiamo trovare l'antico sito monastico di Glendalough (Valle dei due laghi), risalente addirittura al VI secolo; le rovine della cattedrale risalgono al IX secolo, mentre tra le tombe dell'antico cimitero si erge la croce di San Kevin (presumibilmente il fondatore del monastero). Di notevole interesse è la Round Tower, alta 30 metri che fungeva sia da campanile che da torre di guardia. Il luogo è molto affascinante, soprattutto nelle giornate grigie e piovose, magari con un pizzico di nebbia, che conferiscono al luogo una sapore di mistero e fantastico.
Newgrange è un sito neolitico vicino la città di Drogheda, nella Boyne Valley. La caratteristica più importante è costituita dalla struttura di copertura sopra l'entrata che presenta una fessura attraverso la quale la luce del sole penetra nella tomba il giono del solstizio d'inverno.

 

Proseguendo verso occidente ci inoltriamo nella campagna irlandese. Caratteristici paesi, spesso composti solo da poche casette e molti animali ci accompagnano tra verdi brughiere e pascoli. Sorprendente è notare come, anche il più piccolo villaggio composto dalle classiche tre case e una chiesa sia comunque provvisto di un pub. La nostra destinazione il Connemara e il suo capoluogo, Galway. La cittadina di circa 40.000 abitanti è anche sede universitaria ed è facile vedere giovani per le strade, tra cui anche molti stranieri. Il corso centrale è spesso teatro di spettacoli di strada; qui troviamo la sede della compagnia di autobus O'Neachtain, che organizza escursioni tusistiche in tutta la zona del Burren (in pratica la baia di Galway) fino ad arrivare alle stupende Cliffs of Moher (le scogliere di Moher), a picco sul mare. Lo spettacolo è veramente impareggiabile dall'alto del piccolo castello che volge al mare (come si vede dalla foto in alto a sinistra in questa pagina), soprattutto se capitate con il mare grosso che fa sbattere le sue onde contro le rocce. Attenzione a non esporvi troppo perché, come vi spiegherà la guida, purtroppo gli incidenti non sono infrequenti, soprattutto dopo che la pioggia ha reso scivolosa la roccia. Comunque io non avrei il coraggio di affacciarmi come questi...

Al largo della costa vi sono le isole Aran, mitizzate da Robert Flaherty nel film L'uomo di Aran. Davanti a voi si stende l'oceano Atlantico: soli, su delle scogliere alte centinaia di metri, con le onde che sbattono potenti contro le pareti e l'immensa distesa marina davanti...per un attimo vi sentirete una piccola goccia d'acqua nel grande universo della natura.

A sud di Galway vi è un luogo che sembra semplicemente fuori dal tempo. Per arrivare a Poulnabrone Dolmen bisogna compiere una strada in salita: man mano ci accorgiamo che il verde che fino a quel momento aveva circondato il nostro cammino scompare per lasciar traccia a un pavimento roccioso. Qui troviamo anche dei piccoli dolmen usati come tombe che sembrano risalire a 5000 anni fa. Anche questo sembra un posto magico, da vedere assolutamente, completamente immersi nella natura con solo qualche bovino al pascolo a farvi compagnia. La distesa di roccie assume un aspetto ancora più fantastico se il cielo sembra essere turbolento come in queste immagini...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Irlanda in musica

La musica è sempre stata un altro elemento fondamentale della cultura irlandese, tanto è vero che Dublino offre una miriade di locali nei quali si può ascoltare musica dal vivo di tutti i generi. Gli irlandesi sono anche grandi narratori di storie le quali prendono forma soprattutto nelle canzoni popolari. La musica folcloristica dell'isola è fortemente patriottica tanto che i temi maggiormente ricorrenti nelle ballate sono le pene e le sofferenze degli emigrenti lontani dalla madre patria o la tragicità della condizione delle famiglie povere. La tradizione musicale irlandese risale all'epoca pre-cristiana, riprese poi dai monaci cattolici nel Medio Evo, periodo nel quale si diffuse maggiormente lo strumento destinato a diventare simbolo del paese: l'arpa. Ancora oggi nei pubs delle contee della verde Irlanda è possibile ascoltare le ballate popolari.
I migliori musicisti di musica tradizionale provengono soprattutto dall'ovest, mentre a Dublino è più facile trovare concerti "da turista".
L'Irlanda ha regalato al mondo alcuni dei migliori artisti in questo campo, che, nella maggioranza dei casi, rimangono molto legati alla loro terra d'origine, senza americanizzarsi. Tutti penseranno agli U2, ovviamente (non starò qui ad analizzare la band dublinese perché occorrerebbe tutto il sito), ma molti altri hanno raggiunto il successo mondiale facendo conoscere la piccola isola al resto del mondo. E così, negli anni '60, ci fu Van Morrison e successivamente i Thin Lizzy, il cui primo importante successo fu il bel album Whiskey in the jair (1973), anche se la loro popolarità è legata a canzoni come The boys are back in town. Negli anni '70 si fece notare un tal Bob Geldof, che poi avrebbe condotto una carriera di ottimi prodotti alternati a opere più scarse. Negli anni '80 fa la sua comparsa sulla scena Sinead O'Connor, che raggiunse il culmine del suo successo con Nothing compares 2 U e per aver strappato una foto del papa in diretta televisiva, entrata direttamente nelle case dei cattolicissimi irlandesi (evidentemente era un po' a corto di pubblicità, tanto che poi non se ne più vista traccia, o quasi). Negli anni '90 si fanno notare interessantissimi gruppi tra cui Hothouse Flowers, gli An Emotional Fish (che presteranno Celebrate a Vasco Rossi che ne trarrà, per così dire, "ispirazione" per Gli spari sopra) e soprattutto i Cranberries, che scriveranno i loro più bei capitoli soprattutto con i primi tre album.

Eire sul web

 

Da leggere

L'Irlanda non è solo terra di marinai e pastori. L'isola ha visto crescere tra le sue verdi brughiere moltissimi intellettuali, alcuni dei quali semplicemente geniali. Non solo storie mitologiche e fantastiche, come la saga dell'eroe per eccellenza della tradizione popolare irlandese, Cu Chulainn, che comunque fanno parte dell'affascinante folclore tipico dell'isola, ma anche grandi romanzieri e poeti. Tra questi il primo fu sicuramente Jonathan Swift, vissuto a cavallo del Xvii e Xviii secolo e autore degli arcinoti Viaggi di Gulliver.

Nell'800 ebbero grande successo, soprattutto per il loro spirito dissacratore, due scrittori dublinesi Oscar Wilde e George Bernard Shaw. Wilde concepisce la vita come un'opera d'arte e il suo spirito istrionico lo porta spesso ad incontrare lo scandalo, sia per il fascino che esso suscita sia per amore della "perfezione tragica". Wilde è senz'altro il migliore scrittore dell'epoca vittoriana. Il suo più grande successo è dato dal suo unico romanzo, Il ritratto di Dorian Gray del 1891, testo simbolo del decadentismo e del simbolismo. Ad esso seguirono i racconti Il delitto di lord Arthur Savile, L'importanza di chiamarsi Ernesto ( o L'importanza di esser franchi, a seconda di come volete tradurre The importance of being Earnet), il dramma Salomè e Un marito ideale da cui Oliver Parker un paio di anni fa ha tratto un bel film che consiglio di vedere. Sulla vita di Oscar Wilde inoltre il regista Brian Gilbert ha tratto un buon film, non eccelso ma da vedere, con Stephen Fry nei panni dello scrittore, Jude Law e Vanessa Redgrave, intitolato semplicemente Wilde. Lo scrittore irlandese, nel 1895 al culmine della sua fama, verrà arrestato e condannato ai lavori forzati per omosessualità. Ciò ne segnerà indissolubilmente il carattere e il genio, fino a che non morirà a Parigi, in miseria, nell'anno 1900.

Bram Stoker è famoso principalmente per aver creato il personaggio di Dracula (1847). Altro letterato famoso, e forse anche il più amato dagli irlandesi e William Butler Yeats che seppe fondere nelle sue opere le molteplici e diverse influenze e suggestioni letterarie.

James Joyce fugge dall'Irlanda, mal sopportando la difficile e pesante influenza della Chiesa Cattolica sugli intellettuali e sulla società irlandese. Sean O'Casey e Samuel Beckett (Aspettando Godot, scritto però in francese) sono due celebri drammaturghi del secolo appena trascorso.

 

 

 

     

Il cinema irlandese

Malgrado soltanto negli ultimi 15-20 anni la cinematografia irlandese è riuscita a varcare i confini nazionali e a imporsi a livello mondiale, la settima arte ha sempre avuto nell'isola un notevole eco. Basti pensare che uno dei più grandi registi della storia del cinema, John Ford, era originario del Connemara, tant'è che il suo vero nome era Sean Aloysius O'Fearna e girò molti film dedicati alla sua terra di origine. Robert Flaherty, un americano, nel 1934 gira L'uomo di Aran, un capolavoro sulla durissima vita degli abitanti delle isole atlantiche. Molti registi hanno scelto la scenografia naturale delle terre irlandesi per le loro opere, tra essi Stanley Kubrick che nel 1975 gira quello che, a mio parere, è il suo più bel film: Barry Lindon. Nel 1990 Jim Sheridan dirige Il mio piede sinistro, che vinse anche un oscar grazie alla profonda interpretazione di Daniel Day Lewis (irlandese pure lui). Stessa accoppiata tre anni più tardi per Nel nome del padre., basato su una storia vera che vede alcuni ragazzi irlandesi, emigrati in Inghilterra, accusati ingiustamente di aver messo una bomba in un pub di Londra. Neil Jordan dirige La moglie del soldato nel 1992, e, soprattutto, Michael Collins nel 1996. Un altro regista che si è imposto negli anni '90 è Stephen Frears, che nel 1993 gira The snapper, che racconta le tragicomiche storie di una famiglia proletaria dublinese. Nel 1996 dirige The van - Due sulla strada, storia di due operai dublinesi che annoiati e delusi dalla vita comprano un camioncino e iniziano un'attività lavorativa ambulente. La storia si svolge nel 1990 durante i mondiali e scena cult è quella nella quale uno dei due protagonisti dopo aver assistito alla sconfitta della nazionale irlandese contro l'Italia per 1 a 0 appare sulla scena con la scritta "Fuck Schillaci". Di Recente uscita sugli schermi Liam.

 

Dormire

Dublino è cara, quindi è meglio dirigersi in periferia o cercare un bed&breakfast, meno economici dello standard europeo ma comunque una possibilità insieme alle guesthouses (pensioni). Mi limito solo a consigliarvi il Clarence Hotel, albergo a 5 stelle di proprietà degli U2. A Galway potete alloggiare al Galway hostel (nella foto è la costruzione in mattoni), simpatico ostello sito in Eyre square, non eccessivamente economico per il tipo di stanza offerta ma pulito e in centro.

Mangiare e bere

Neanche gli atemi si asterranno a bere una pinta di birra scura irlandese. La birra in Irlanda merita un discorso approfondito poichè essa non costituisce una semplice bevanda quanto un carattere distintivo, un rituale, una sorta di religione, e il pub è dunque una sorta di edificio sacro. La curiosità è che i public house (i pub, appunto) sono aperti già alle 11 di mattina, ma al massimo a mezzanotte sono chiusi. Occhio quindi agli orari, soprattutto se volete mangiare: se siete abituati ad orari "meridionali" in Irlanda correte il rischio di andare spesso a letto senza cena. Tutti i pub e ristoranti servono birre alla spina in misure da una pinta (0.56 litri) o mezza pinta.Inutile consigliare un locale particolare perchè a Dublino ce ne sono centinaia, in particolare a Temple Bar. L'unico consiglio che vi do è quello di visitare l'Irish film centre, un antico cortile all'interno di un palazzo, in Eustace street 6, dove tra una birra e un caffe si possono gustare piacevoli film nll'annesso cinema.

Home - San Pietroburgo - Mosca - Praga - Dubrovnik - Spalato - Dublino - Marche - About Me - E-mail
Aliosha Webmaster© 2002 - All rights reserved
Thanks for courtesy www.theodora.com