Pesaro-Urbino - Ancona

 

 

Marche

Pesaro Urbino - Ancona


SAN LEO
(PU) deriva il suo nome dal santo Leone dalmata che nell' XI secolo evangelizzò la zona. Si caratterizza per la splendida fortezza, dalla perfette geometrie quattrocentesche, che domina la Valmarecchia da 640 metri d'altezza. E' uno dei borghi antichi più intatti e affascinanti di tutto il centro Italia, non solo delle Marche, che si gira a piedi in breve tempo dopo aver attraversato l'unico accesso, Porta di Sotto. Visita obbligata alla rocca sorta in epoca medievale (X secolo) ampliata poi da Francesco di Giorgio Martini per volere di Federico da Montefeltro nel XV secolo, divenne sotto lo stato pontificio una prigione nelle cui celle morì Giuseppe Balsamo, più noto come conte di Cagliostro. Interessante anche la visita alla sala degli strumenti di tortura. Da vedere anche la Pieve di Santa Maria Assunta, gioiello architettonico di epoca preromanica, il duomo, del 1173, e la torre campanaria.
Si può mangiare a La Rocca (che è anche un albergo), oppure nei molti agriturismi della zona, come la Locanda San Leone. Ovviamente siamo in zona tartufi e formaggio di fossa.

I piccoli paesi del Montefeltro offrono scenari suggestivi, rocche e castelli, e un'ottima gastronomia. Così è per SANT'AGATA FELTRIA e SANT'ANGELO IN VADO dove si svolgono rinomate sagre del tartufo; PENNABILLI con sullo sfondo lo splendido panorama del Monte Carpegna; ACQUALAGNA, dove c'è la più importante sagra del tartufo di tutto il centro Italia; SASSOCORVARO, con la splendida rocca ubaldinesca a forma di tartaruga capolavoro di architettura militare di Francesco di Giorgio Martini; URBANIA, l'antica Castel Durante, patria della ceramica e ora anche della Befana con la festa della settimana dell'Epifania.

URBINO, la città ideale. Di Urbino è quasi inutile parlare, è un gioiello rinascimentale quasi unico in Italia. Il palazzo ducale, che secondo lo scrittore Montaigne "contiene tante stanze quanti sono i giorni dell'anno" ospita la Galleria Nazionale delle Marche. I torricini, opera del Laurana, la piazza Rinascimento con l'ex chiesa gotica di San Domenico, il Duomo, gli affreschi dei fratelli Salimbeni all'oratorio di San Giovanni Battista, le mura, la fortezza Albornoz, i vicoli, l'atmosfera, hanno fatto si che la città ducale fosse dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità nel 1979.
A Urbino si mangia bene da Nenè, lungo la fantomatica (per gli studenti urbinati e non solo) strada rossa, oppure al ristorante Vecchia Urbino, nel centro storico. Molto noto è anche La vecchia Fornarina così come, uscendo dalla città verso Montecalvo in Foglia troviamo il ristorante Da Vanda. Per una buona pizza nel centro storico La taverna degli artisti e Morgana. Prodotti tipici urbinati sono la casciotta d'Urbino, un formaggio misto pecora-vaccino, i cascioni, una sorta di piadina sfogliata, la crescia, una specie di panettone che può essere sia dolce (ripieno di canditi) che salato (a base di formaggio), i passatelli, pasta fresca fatta con le uova, e gli strascinati, molto simili agli strozzapreti ma più grandi.

Se scendiamo verso la valle del Metauro troviamo FOSSOMBRONE, importante zona archeologica. A pochi km la gola del Furlo, con la galleria aperta dai romani sull'antica strada flaminia. A SERRUNGARINA ci si può fermare a mangiare presso Villa Federici, uno splendido agriturismo che offre dei sapori genuini e anche delle camere molto accoglienti, oppure, per chi vuole esagerare e non ha problemi di portafoglio, il Symposium, vero tempio della cucina. Prima di lasciare l'interno facciamo una capatina verso il Monte Catria ai cui piedi troviamo il bel sito dell'eremo di Fonte Avellana (dove si può anche pernottare), immerso in un oasi di verde. Infine ci dirigiamo a MONDAVIO ad ammirare la rocca roveresca.

Iniziamo invece da GABICCE il nostro tragitto sulla costa. La località, nota per i suoi bagni ha anche un bel borgo abbarbicato su un colle dove troviamo diversi ristorantini come l'osteria della miseria. Possiamo arrivare a PESARO attraverso la strada panoramica (per chi è in vena di spendere lungo la strada troviamo Il rifugio del gabbiano e La taverna del pescatore) che ci regala degli splendidi paesaggi. Attraversiamo i paesini di Casteldimezzo (dove mi fermerei a mangiare alla Canonica) e Fiorenzuola di Focara. Infine arriviamo al capoluogo di provincia, nota soprattutto per aver dato i natali a Rossini al quale ogni anno, a primavera, dedica un importante festival denominato Rossini Opera Festival. Altra importante manifestazione pesarese è sicuramente il Festival del Nuovo Cinema che tra gli altri ha presentato, lo scorso anno in anteprima "No man's land" ("Terra di nessuno"). Pesaro centro non offre locali particolarmente suggestivi, a parte forse Il cantuccio di Leo.

A pochi km da Pesaro vi è la rocca di Paolo e Francesca, GRADARA. Si mangia discretamente alla Gradarina e al ristorante La Botte.

FANO può contare su un centro storico di notevole fattura, il cui pezzo di maggior prestigio è forse costituito dall'arco di Augusto, eretto nel III secolo.


SENIGALLIA (AN) ovvero la "riviera di velluto". E' probabilmente la località balneare marchigiana più conosciuta fuori regione. Oltre al mare, fonte principale di ricchezza, la città può offrire un bel centro storico, definito dal porto canale, e la rocca roveresca, del 1480, spesso sede di mostre e convegni. Senigallia è indubbiamente la città dove si mangia meglio il pesce grazie a una serie di locali saltati all'onore delle cronache nazionali: La Madonnina del pescatore e Uliassi su tutti, a un livello leggermente più basso ma sempre comunque di notevole spessore il ristorante Barone Rosso e Il cuoco di bordo.

Nell'entroterra troviamo ARCEVIA, un angolo di Medioevo ancora intatto. Circondata da otto castelli, mantiene inalterato l'assetto urbanistico originario e ciò contribuisce a creare le condizioni per un viaggio nel passato. D'estate si svolge il bel Palio dei Castelli.
La campagna fabrianese offre anch'essa tutta una serie di itinerari affascinanti tra rocche, borghi arroccati, vecchie abbazie e piccoli musei. Lo splendido teatro Gentile a FABRIANO, così come il palazzo Comunale con la piazza ornata dalla medievale fontana Sturinalto. A pochi km le GROTTE DI FRASASSI, che si estendono per oltre 13 km anche se il percorso turistico è molto più breve. La cavità maggiore è costituita dalla grande grotta del vento. Nei pressi vi è anche la gola e le terme (acque sulfuree-salse).

JESI, città natia di Federico II, conta su una notevole stagione teatrale grazie all'attività di un altro bellissimo teatro storico marchigiano, il Pergolesi. Da visitare anche palazzo della Signoria, opera di Francesco di Giorgio Martini e il duomo settecentesco. Non occorre dir molto sul Verdicchio dei castelli di Jesi o sul Rosso Conero prodotti in queste zone. A pochi km da Jesi vi è Morro d'Alba, piccolo paesino noto soprattutto per il pregiatissimo vino denominato lacrima.

Arriviamo ad ANCONA, capoluogo di regione e il più importante porto dell'Adriatico. Oltre alla Mole Vanvitelliana, sul porto, all'Arco di Traiano e alla bella piazza del plebiscito la città dorica può contare sul duomo di San Ciriaco, una delle più interessanti chiese medievali delle Marche. Per il resto Ancona è una città particolarmente caotica che si va pian piano sempre più svuotando.

Scendendo verso sud arriviamo al MONTE CONERO, indubbiamente uno dei paesaggi più belli dell'intera costa adriatica. Il monte giunge a spezzare una striscia continua di spiaggia che inizia dal Friuli e giunge fino al Gargano, interrotta sola brevemente dal promontorio di Gabicce. PORTONOVO (dove il proprietario della Madonnina del pescatore ha aperto un nuovo locale, il Clandestino Sushi Bar, ovvero sushi fatto con il pesce dell'Adriatico) SIROLO, NUMANA.

Ci avviamo verso l'interno per ammirare OSIMO, davvero molto ben tenuta, e soprattutto la Casa Madre di LORETO.


 

 


 

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