Repubblica Ceca - Praga

 

 

Praga Magica

"La capitale magica dell'Europa": così la definì Breton. Praga è una di quella città che non si possono descrivere e che andrebbe solamente vista. E contemplata. Praga non è solo una città, non è solo la capitale di una delle regioni più belle d'Europa, la Boemia. Praga è un sentimento, una rivelazione, un'essenza viva che cattura le emozioni nel momento stesso in cui ti perdi tra le sue strade ricche di storia, cultura e magia. Questa è Praga, la città più bella del mondo!

Più che descrivere farò un piccolo elenco delle bellezze della città. Ovviamente non è mio scopo quello di costituire in questo sito una guida, turistica tanto meno mi azzarderò a farlo con la capitale boema. Quindi citerò solo una minima parte delle innumerevoli attrattive della città che serviranno più per uno spunto riflessivo sull'aura che le circondano che altro. A tal proposito privilegerò più le immagini alle parole. Dunque iniziamo...

Il centro storico è costituito dalla città vecchia (stare mesto). Qui il primo luogo da visitare è la piazza dominata dal municipio e dalla torre dell'orologio. Tutti i particolari del funzionamento dell'orloj li troverete senz'altro in ogni guida. Dall'altra parte della piazza c'è la Tynsky chram, ovvero il tempio di Tyn, uno dei più significativi edifici gotici di Praga le cui guglie dominano il panorama cittadino. La celetna è una delle strade più eleganti ed importanti della città, sia da un punto di vista storico che commerciale. Qui infatti passavano i re per andare alla cerimonia di incoronazione che si teneva al castello e qui sono i maggiori negozi cittadini. Da qui si arriva alla Porta delle polveri, oltre la quale vi è lo splendido Obecni dum (la Casa Civica) il più prestigioso edificio del primo '900 praghese. Al suo interno una sala concerti e una sala da thè.

Dalla Husova ci inoltriamo verso la città ebraica. Praga, come è noto, ha ospitato uno dei più grandi ghetti ebraici d'Europa. Fin dal X secolo gli ebrei furono osteggiati e costretti a non uscire dal quel limitato spazio fatti di cunicoli, viottoli e labirinti. Se uscivano dovevano essere contrassegnati con evidenti segni di riconoscimento, come ad esempio un cappello giallo. I pogrom erano all'ordine del giorno, finchè a metà del XIX secolo il quartiere, da allora denominato Josefov, entrò a far parte ufficialmente della città. Tra rifacimenti, ristrutturazioni e olocausto ormai del vecchio quartiere ebraico è rimasto poco, ma la vecchia sinagoga e soprattutto il famoso cimitero sono mete imperdibili.


L'isola di Kampa, nota per i mulini, è una piccola Venezia praghese, per i canali che la delimitano e l'attraversano. Oltrepassato il Ponte Carlo arriviamo alla parte piccola (mala strana). Questa parte della città, che si estende tra la sponda sinistra del fiume Vltava (Moldava) e sotto la collina del castello è caratterizzata soprattutto dall'imponente presenza di verde pubblico. Mostecka è la bella via principale che prosegue dopo il ponte Carlo e che porta direttamente alla piazza Malostranské, dominata dalla chiesa di San Nicola. La via italiana (Vlasska) sale in collina a poca distanza da Malostranske namesti. Si chiama così non solo perchè al n. 34 c'è l'Istituto Italiano di Cultura ma perchè nel tardo '500 ospitò molti artigiani e artisti provenienti dal nostro paese. Infine la collina di Petrin, luogo di incontro e di passeggiate dei praghesi da cui si può godere di una vista straordinaria sulla città. Se poi riuscite a salire sulla piccola (per modo di dire, è alta 60 metri) imitazione della Torre Eiffel avrete una panoramica eccezionale. Non spaventatevi della camminata: esiste anche la funicolare

Se vogliamo salire al castello dobbiamo prendere la Nerudova, una via in salita giustamente famosa, che ospita, tra l'altro, anche l'ambasciata italiana al n. 20. La strada è un mix di edifici barocchi, di luoghi di ristoro e di piccoli negozietti, per lo più souvenir. Si giunge così alla piazza del castello. Nello Sternbersky palac ha sede la narodni galerie che ha però spostato gran parte del suo materiale più interessante in Dukelskych hrdinu 47, dove potrete trovare interessanti opere di arte francese ed europea dell'800 e '900 (Delacroix, Courbet, Pissarro, Monet, Degas, Renoir, Cezanne, Van Gogh, Toulouse Lautrec, Matisse, Picasso, Durer, Rubens, Schiele, Kokoschka...)

Vaclavske namesti (piazza San Venceslao) è il centro politico, da un punto di vista simbolico, per eccellenza di Praga. Infatti proprio sotto il monumento dedicato al santo sorge un'aiuola creata dai cittadini in ricordo del suicidio di Jan Palach, il giovane eroe che a soli 22 anni si diede fuoco per protestare contro l'occupazione sovietica del paese. Alle spalle della statua sorge il Museo Nazionale di Praga.

 

Dove mangiare

Se avete già letto il manuale di sopravvivenza enogastronomica capirete che Praga non è esattamente una città dove un italiano riesce ad adattarsi facilmente all'inizio. Comunque diffidando da pseudo pizzerie e ristoranti indio-italo-thai-cino-franco-giapponesi si riesce, cercando qua e la, a trovare anche qualche locale di "sana" cucina indigena. I locali d'altronde non mancano e i prezzi, nella grande maggioranza, sono assolutamente economici. Certo ci sono ristoranti e locali anche di un livello superiore: ad esempio io ho festeggiato il compleanno della mia dolce metà al Rotisserie, in Mikulandska ulica e ho mangiato un'ottima bistecca alla fiamma addolcita da mirtilli e del buon vino moravo. Bella è anche la Lobkovicka vinarna, sulla Vlasska così come lo Stoleti, in Karoliny Svetle a due passi dal ponte Carlo, è un locale d'atmosfera molto carino e per nulla caro. Tutte le guide segnalano come tipici, in realtà sono ormai solamente frequentati dai turisti locali comeU Fleku, sulla Kremencova, il bel U Zlateho Tygra, sulla strada per il castello, U Medvidku, vecchio pub del 1466, U Golema, sulla Maislova in pieno quartiere ebraico con ambienti che ricordano la leggenda del Golem, Svejk, risto-pub anch'esso nella zona ebraica che erge a protagonista dei suoi piatti il simpatico soldato idiota di Hasek. Anche la Pivnice U Svejku esattamente di fronte alla fermata del tram Ujezd, offre buono e calorico cibo ceco. Citazione d'obbligo per U Kalicha, luogo di gozzoviglie più volte bazzicato dallo scrittore citato sopra. Non lontano, nel quartiere semiperiferico di Vinohrady c'è la simpatica hospoda Chudoba, dove assaggiare un utopenec e un matesy con dell'ottima Pilsner a poche corone. Contravvendendo a quanto detto sopra sento di consigliarvi anche un paio di più che buone pizzerie: Rugantino, non lontana da Staromestke Namesti, e Modra Zahrada, all'uscita della metro gialla di Mustek.
Ma Praga è composta anche da belle caffetterie come la splendida Kavarna Obecni Dum che sorge nel più prestigioso edificio del primo '900 praghese, lo Slavia, con una bella vista sul Castello e sulla Moldova, l'Evropa Cafè nell'omonimo albergo in piazza San Venceslao e lo storico Cafè de Paris. Citazione anche per l'elegante e seminascosto Cafè Louvre a due passi da Narodni Trida.

 

 

Il Castello

Il Hrad domina il panorama della capitale boema ormai da dieci secoli. Da sempre dimora dei re boemi ora è la residenza della Presidenza della Repubblica nonchè di diversi ministeri. Per questo spesso il turista può assistere al cambio della guardia, compiuto da militari che quando è il momento di marciare per il cerimoniale di rito tirano dritto per la loro strada senza guardare in faccia a nessuno. Quindi se vedete una fola raccolta vicino ai cancelli e non capite cosa stiano facendo visto che non succede niente, ebbene, sappiate che il momento del cambio della guardia è vicino. L'interno si divide in una prima,una seconda e una terza corte mentre l'esterno è caratterizzato dallo zahrada, il giardino reale parallelo al catsello per tutta la sua lunghezza di origine cinquecentesca. Qui si trova anche il Belveder, palazzo in stile rinascimentale progettato dall'italiano Paolo della Stella.

La terza corte è anche la parte più ampia del hrad. Qui sono presenti i simboli religiosi e politici di Praga. Per cui abbiamo la Cattedrale di San Vito (con uno splendido interno dove trova luogo la tomba imperiale), il Palazzo Reale, residenza dei re boemi, la Basilica di San Giorgio con annesso il convento delle Benedettine, dove ha sede anche il museo di arte boema gotica e barocca.

Infine una delle strade più famose, particolari e affascinanti di Praga: il Vicolo d'oro. Anche se ormai padroni delle casette sono diventati i negozi di souvenir, il fascino prodotto da queste minuscole abitazioni erimane irresistibile. L'unico problema è riuscire ad andare quando la strada non è troppo affollata (il che è a dir poco utopico). La via, dove al n. 22 visse per cinque mesi anche Franz Kafka, è chiusa.

Per trovare il Karluv Most vuoto bisogna veramente andarci alle. E l'atmosfera assume tutto un altro aspetto. Posso osservare veramente da vicino le 31 statue che lo decorano. Il ponte Carlo, delimitato dalla torre Mostecka in direzione Stare Mesto e dalla porta d'accesso gotica del 1410, anch'essa inquadrata tra due torri, verso Mala Strana, pullula di vita per tutto il giorno: artisti, musicisti, balli, bancarelle, clowns lo affollano e lo ravvivano. Ricco di storia, il Karluv most è il protagonista assoluto dei racconti praghesi che molta letteratura ceca e tedesca ci ha regalato in particolare negli ultimi due secoli.

 


Manuale di sopravvivenza Enogastronomica

La Repubblica Ceca ha tantissime qualità: la cucina non è tra queste.
Anche a Praga, come nel resto del mondo, la giornata inizia dalla prima colazione, anche se dovete stare attenti a non svegliarvi troppo tardi perchè correte il rischio che già alle 11 non vi servano più brioches e caffè, in quanto le Kavarna (i caffè-bar) iniziani già a preparare per il pranzo. Oltre alla comune e innocua marmellatta che viene servita insieme al buonissimo pane di segale (il pane "nero" fedele compagno dei popoli nordici), al Kava (il caffè), il miele (med) è probabile che vi servano anche delle fettine di carne (maso) che di solito è di maiale. Dopo una colazione così abbondante, dunque, potreste anche non aver fame, ma se le passeggiate per la capitale vi hanno creato il classico buco nello stomaco allora potreste voler fare pranzo in un ristorante (restaurace). La regina per eccellenza della tavola ceca è la patata (brambory, imparate bene questo termine perché ricorrerà spesso nelle vostre sedute gastronomiche), servita in tutti gli sfiziosissimi modi che i creativi cuochi cechi conoscono: fritte, lesse, al forno e purè. Altro elemento ricorrente è quello che viene comunemente chiamata zelenina, ovvero la verdura, in tutte le più disparate varietà di forme e colori che madre natura ci ha regalato: pomodori (rajskè jablko), carote (mrkev), cetrioli (okurka), crauti (kysele zeli), fagioli (fazole), cipolle (cibule), cavoli (kapusta) e soprattutto lei, la regina dei contorni, l'insalata (salat), spesso ricoperta con del buon formaggio (syr).
Le verdure fanno la parte del leone anche quando si tratta di dare sostanza alle ministre (polevky), nelle quali spesso i cechi sono soliti inzuppare degli gnocchi fatti con la mollica del pane (knedlik, forse chi è stato in Austria li conoscerà).
Se non resistiamo a un bel piatto di carne non c'è problema: la scelta è vasta. Oltre al maiale fa bella mostra di sé sulla ricca tavola imbandita ceca il pollo, il coniglio (kralik), il vitello (teleci), l'agnello e il manzo. Ovvio quindi degustare il gulasch.
Visto che il paese può contare su una grande quantità di fiume e laghi sembra naturale fare un collegamento al pesce (ryba) d'acqua dolce. E così abbiamo soprattutto la carpa (kapr) e la trota (pstruh).
Per concludere la frutta (ovoce): a seconda della stagione avremo le albicocche (merunky), le fragole (jahody), i lamponi (maliny), il limone (citron), la mela (jablko), la pesca (broskev).
Per chi a metà pomeriggio non vuol togliersi la soddisfazione di un buon gelato (zmrzlina) o magari di una macedonia di frutta (ovocna smes), piuttosto che di un thè o di un succo di frutta, ci sono le sopracitate kavarne.
A proposito della birra a Praga gira un aneddoto: quando la Cecoslovacchia era unita i cechi non potevano vantare il più alto tasso di bevitori d'Europa poiché gli slovacchi, evidentemente minor bevitori, tenevano bassa la percentuale, favorendo così, nella speciale classifica, gli irlandesi. Dopo la pacifica divisione delle due repubbliche, quella ceca e quella slovacca, i boemi possono finalmente vantarsi di aver strappato l'ambito titolo ai gaelici. E, in effetti, di birra sembra scorrerne a fiumi. La si può gustare, ovunque, in special modo nelle vinarna e nelle hostinec o hospoda (osteria).

Dove dormire

Praga offre una notevole possibilità di cercare appartamenti, camere o studio in affitto, anche per pochi giorni. E' decisamente la scelta migliore, innanzitutto per i prezzi, decisamente inferiori rispetto agli alberghi, e poi perchè non sono rare le occasione di trovare delle belle mansarde proprio negli edifici del centro storico. Gli alberghi, come detto, si sono ormai adeguati ai nostri prezzi. In piazza San Venceslao c'è il già citato Hotel Evropa, locale storico (del 1889) in stile art nouveau. Altrimenti l'Hotel Pariz, locale d'atmosfera molto lussuoso, il bellissimo Josefov nel quartiere ebraico, o il più discreto Hotel Opera, in Tesnov 13. Leggermente più periferico il Don Giovanni, un grande albergo molto moderno. Ma per gli alberghi vi rimando alle guide o ai siti specializzati perchè ce ne sono veramente tanti.
Per chi vuol spendere meno vi è la possibilità di alloggiare in ostelli: tra questi il più noto è sicuramente il Traveller's Hostel, che conta su ben 7 strutture la più bella delle quali (se non altro per la posizione) è la Island, sull'isoletta di Strelecky sul fiume Moldova. Leggermente più periferico, ma a Praga le distanze non sono eccessive, è il Domov Mladeze, sulla Dykova al n. 20. E' un ostello molto pulito che non dispone però di camere con bagno annesso. A Praga poi c'è la possibilità di poter usufruire anche dei numerosi ostelli per studenti che sono offerti anche ai turisti a prezzi veramente competitivi: difficile spendere più di 7-8 euro a notte. Potete provare il Kolej Vetrnik, sulle splendide colline di Petrin, il vicino Hvezda, o Strahov.
Altra scelta economica può essere data dalle pensioni, le pensioni. Tra queste Penzion Ivana e la Penzion Chalupka, in direzione Petrin.

La leggenda del Golem

La figura mitica del Golem è radicata nella cultura ebraica praghese e più volte ripresa nella letteratura ceca. Di derivazione cabalistica, secondo la quale esso può essere evocato magicamente attraverso la recitazione di combinazioni di lettere alfabetiche, il Golem era un essere informe la cui leggenda è legata direttamente al rabbino della comunità ebraica praghese del XVI secolo Low. Questi avrebbe plasmato un grumo di fango in forma d'uomo capace di difendere il ghetto dai persecutori. La leggenda, assunta dalla letteratura romantica, fu ripresa e rivisitata dal tedesco Meyrink, nel 1915, per il quale il Golem rappresentò la forza ambigua del mondo delle macchine che può sfuggire al controllo umano causando eventi catastrofici. A ciò si lega anche l'invenzione letteraria del robot (che non è di derivazione inglese come molti penseranno ma viene proprio dalla parola ceca robota che significa lavoro), l'operaio artificiale immaginato da Karel Capek nel dramma R.U.R. (si trova in Edizioni Einaudi) nel 1920. Anche il cinema si è spesso servito di questo mito, soprattutto l'espressionismo tedesco degli anni '10 (un titolo su tutti: Der Golem, di Paul Wegener, del 1920) fino ai nostri giorni (il bel film del '91 Golem, lo spirito dell'esilio, dell'israeliano Amos Gitai, e quello un pochettino più osceno in salsa soap-gothic uscito in questi ultimi mesi che vede tra i protagonisti anche Sophie Marceau).

 

 

Praga on line

 

 

 

 

 

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