Mosca

 

 

Mosca dalle pietre rosse

San Basilio a Mosca

 

"…qualunque cosa accada, qualunque cosa diciate, Mosca è madre, Mosca è città natia. Quindi il primo panorama è una zolla di tenebra e tre lumi." [Bulgakov, Mille e mille cupole]

Mosca, ovvero la capitale. La differenza tra le due grandi metropoli russe è abissale. Mosca non incanta come San Pietroburgo, eppure vi è in essa un fascino del tutto particolare. Mosca è magica, ma allo stesso tempo sembra quasi assopita. La varietà architettonica e l'arcobaleno di colori pietroburghesi cozzano con la staticità estetica dei palazzi moscoviti. Mosca è la città del potere, della burocrazia. Ma Mosca è anche la città dei cantori dell'Arbat', delle "mille e mille cupole", dei maghi e dei diavoli, dei cani che diventano uomini e dei sogni ad occhi aperti.

Probabilmente chi è stato a Mosca appena 10-15 anni fa stenterebbe a riconoscerla oggi. Questo non sono ovviamente io, a causa della mia età, ma è facile immaginarlo. Molto è cambiato, e, probabilmente, non tutto in meglioo. Ormai la capitale russa si è europeizzata, o meglio globalizzata; il suo destino è sempre stato in bilico tra il rappresentare un ponte dell'Europa verso l'Asia o viceversa: possiamo dire che ha nettamente vinto la prima soluzione.

Il fulcro del rituale moscovita è ovviamente rappresentato dalla piazza Rossa, vero e proprio simbolo della Russia. Indipendentemente dall'architettura degli edifici che la circondano, è l'atmosfera unica che si respira camminando sulle sue pietre. La piazza è una delle più grandi del mondo ed è chiusa ad ovest dalle mura del Cremlino, davanti al quale si erge il mausoleo di Lenin. A nord c'è il Museo storico di Stato, ad est l'edificio in cui sono ospitati i magazzini GUM, mentre a sud la piazza è chiusa dalla stupenda cattedrale di San Basilio.
Nella Krasnaja plošcad' (piazza Rossa) sono presenti tutti gli elementi contraddittori della Russia di oggi: il palazzo del potere (il Cremlino), la pesante eredità comunista (il mausoleo), il capitalismo consumistico (i grandi magazzini GUM con prezzi spesso inaccessibili anche per gli occidentali), la nuova spiritualità religiosa russa (San Basilio).

Il complesso del Cremlino è indubbiamente uno dei luoghi più affascinanti e carichi di storia del mondo. Le mura furono erette nella seconda metà del XV secolo dallo zar Ivan III. Entrando, di solito dalla torre Troickaja, troviamo, di fronte al palazzo dell'Arsenale, il palazzo dei Congressi, in marmo, vetro e alluminio, costruito nel 1961. Continuando troviamo il campanile di Ivan il Grande (iniziato nel 1329), e, proseguendo, giungiamo finalmente allo splendido complesso delle cattedrali del Cremlino: la Cattedrale dei Dodici Apostoli, la cattedrale dell'Assunzione o della Dormizione (Uspenskij Sobor), capolavoro dell'architetto italiano Aristotele Fioravanti, costruita nel 1475, la cattedrale dell'Annunciazione (ricostruita nel 1547 dopo che fu distrutta da un incendio), e, infine, la cattedrale dell'Arcangelo Michele (Archangel'skij sobor), anche questa capolavoro di un architetto italiano, tale Alvise Lamberti da Montagnana che la eresse tra il 1505 e il 1508. Non senza aver tralasciato di osservare gli splendidi palazzi (tra cui il palazzo in stile russo-bizantino dell'Armeria di Stato, oggi Museo di arte decorativa), usciamo e facciamo un giro attorno alle possenti mura per tornare sulla piazza Rossa (l'aggettivo krasnij - rosso - nel XV secolo significava ancora "bello"): qui visitiamo il mausoleo di Lenin che, attenzione, è aperto solo di mattina.

Lasciata la piazza Rossa visitiamo la piazza del Maneggio, nel cui sottosuolo si sviluppa un imponente centro commerciale su più piani, Proseguendo verso ulica ochotnij arriviamo sulla piazza del Teatro dominata dal mitico Bolshoj.

L'Arbat rappresenta invece il cuore artistico di Mosca (nei palazzi di questa via soggiornarono Puskin e Andrej Bely). Anche Mosca, come San Pietroburgo, ha avuto i suoi cantori, e ad essi la città ha dedicato numerose case museo. Tra essi, il più bello, o quanto meno il più originale e affascinante, è indubbiamente quello dedicato a Majakovskij. Vi si arriva scendendo alla fermata della metro Lubjanka. L'unico elemento originale rimasto all'interno del palazzo museo, costruito secondo uno stile originalissimo dall'artista Evgenij Amansljur nel 1989, è la stanza di 12 metri quadrati nella quale il grande poeta futurista visse per otto anni, dal 1919 al 1926, e nella quale si suicidò il 14 aprile del 1930. La vita dell'artista è ben documentata con immagini, scritti, manifesti, disegni, giornali d'epoca, dischi, film, e l'incredibile giubba gialla e nera con la quale il poeta girava per le vie di San Pietroburgo e Mosca.

Non lontano dal centro, ci si arriva comodamente in autobus o con la metro, vi è la collina dei Passeri, luogo storico e letterario dal quale si gode uno splendido panorama sulla città. La parte del leone la fa il grattacielo dell'Università Lomonosov, costruita nel 1953. Questo non è altro che uno dei sette grattecieli che svettano sulla città, voluti da Stalin dopo la seconda guerra mondiale.

Infine la metropolitana di Mosca, una delle più grandi, sicuramente la più maestosa del mondo. Inaugurata nel 1935 presenta a tutt'oggi ben 11 linee per complessivi 260 km circa. La metro si distingue per lo sfarzo decorativo dato dai marmi e dai graniti nonchè dai fastosi lampadari.

Ultima annotazione per la Chiesa di Cristo Salvatore: distrutta da Stalin per far posto a un mai nato pallazzo dei Soviet è stata risostruita in questi anni. Si tratta della più grande chiesa della Russia.



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da leggere

Se quando pensiamo a San Pietroburgo i nostri ricordi letterari rimandano immediatamente a Dostoevskij, se pensiamo a Mosca non possiamo non riferirci a Michail Bulgakov. Ucraino di nascita, nacque infatti a Kiev nel 1891 dove si laureò in medicina, dopo la rivoluzione si trasferì a Mosca dove si dedicò alla sua vera passione: la letteratura. E proprio la sua città d'adozione diventa la scenografia delle sue opere principali. Contraddittoria e brulicante di vita umana, surreale e burocratica, squallida e vitale: è questa la Mosca di Bulgakov che negli anni '30 scrisse il suo capolavoro, pietra miliare di tutta la letteratura russa: Il Maestro e Margherita. L'autore fu osteggiato in vita, come descrive nel carteggio, raccolto fedelmente dalla sua compagna, di lettere continuamente mandate a Stalin nel tentativo di poter continuare ad esercitare la propria arte. Bulgakov chiese di poter emigrare all'estero ma non gli fu concesso il visto. Morì suicida il 10 marzo 1940. Oltre al capolavoro sopracitato, Bulgakov scrisse una serie di racconti sempre a metà strada tra la satira, il surreale, l'assurdo e il tragico. Così nel 1926 scrive il bellissimo Cuore di cane: la storia di un cane trasformato in un uomo da uno scienziato si sviluppa in un crescendo di situazioni grottesche , in bilico tra la fantascienza e il simbolismo. Le uova fatali, scritte un anno prima, può essere invece considerato un vero e proprio racconto di fantascienza (genere tra l'altro sempre molto apprezzato in Russia). L'autore rende protagonista di tutte le sue opere l'arredo urbano moscovita, del quale fanno parte anche i corrotti burocrati degli anni '30 spietatamente messi alla berlina dallo scrittore. Ma è Mosca la protagonista, la capitale che alla luce del giorno [...] mi si mostra dapprima attraverso una lacrimosa nebbia d'autunno, nei giorni successivi con un freddo pungente. Giorni di ghiaccio e cappotto di panno. Panno, solo panno. Oh, stoffaccia maledetta! Non so dire quanto gelai. Gelai e corsi. Corsi e gelai.


Mosca sul web

 

 

     

 

La Russia di Michalkov

Nikita Michalkov inizia la sua carriera cinematografica negli anni '70. Nel 1975 gira una delle sue migliori pellicole, quasi un film nel film: Schiava d'amore. La storia è quella di una troupe cinematografica che, nel 1919, va in Crimea, dove ancora governano le armate bianche, per girare un film dal titolo, appunto, Schiava d'amore. Vagamente ideologico, è comunque uno dei suoi migliori prodotti. L'anno successivo gira Oblomov, tratto dall'omonimo romanzo ottocentesco di Goncharov: non si tratta di un vero e proprio adattamento letterario quanto di una lettura originale di Michalkov che fa di Oblomov un anticonformista che non vede realizzare la connessione tra i suoi ideali e la realtà che lo circonda. Probabilmente il film più famoso del regista russo è Oci Ciornie, con Marcello Mastroianni, girato nel 1987, basato sui racconti di Cechov La signora del cagnolino e Anna al collo. Il film è una produzione italo-sovietica e vanta tra i suoi protagonisti anche Marcello Mastroianni e Silvana Mangano. Sole ingannatore è un bellissimo film che narra la viloenza della dittatura staliniana contro gli intellettuali. E' un film profondo e impegnato, tra i miei preferiti, premiato con il leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1990. Gli ultimi episodi sono decisamente inferiori a quanto ci aveva abituato in passato Michalkov. Recentemente è uscito Il barbiere di Siberia, che più che riferirsi al barbiere rossiniano di Siviglia si rifà a Le nozze di Figaro di Mozart. Si tratta di una commedia avventurosa-romantica, presentata fuori concorso al festival di Cannes del 1999 senza riscontrare, per altro, particolari consensi.



Mangiare

I piatti che si trovano a Mosca sono quelli che trovate a San Pietroburgo. Può essere simpatico mangiare in uno dei tanti Russkoe bistro, una catena di fast-food con cucina e bevande in massima parte legate alla tradizione russa. Ne trovate uno proprio nella piazza del Maneggio, poco fuori le mura del Cremlino. Altrimenti sulla Tverskaja, una delle vie principali del centro, potete trovare diversi ristoranti e locali, di tutti i tipi.

 

 

Dormire

Una sistemazione economica può essere l'ostello Traveller's Guest House, sito in Bol'shaja Perejaslavskaja ulica 50. Personalmente ho provato l'albergo Rossija, un mostro di cemento con più di 3000 camere proprio alle spalle della piazza Rossa. E' una posizione molto comoda, e dai piani alti c'è una splendida vista sul fiume Sadova e su tutta la città. Al suo interno vi sono ristoranti, bar, sale giochi, negozi e quant'altro. Prezzi accessibili.