Capitale dell'impero, simbolo della Russia che tende all'Europa, così
diversa e lontana da Mosca, San Pietroburgo
può essere considerata una città mito a causa della sua
nascita e collocazione geografica, su un terreno paludoso, per i suoi
magnifici palazzi, per gli innumerevoli artisti a cui ha dato i natali
e che tanto l'hanno celebrata, per l'eroismo dimostrato durante i 900
giorni d'assedio nazista nella seconda guerra mondiale. Fondata nel 1692
per volere dello zar Pietro il Grande, divenne con Caterina II, nella
seconda metà del XVIII secolo, uno dei maggiori centri culturali
d'Europa; notevole la presenza, tra gli altri, di architetti italiani
come Rinaldi, (il Palazzo di Marmo), Quarenghi, Rastrelli (il Palazzo
d'Inverno), Carlo Rossi (il Teatro Aleksandriskij), Trezzini (la Cattedrale
dei Ss. Pietro e Paolo). La città ha cambiato, nel corso dei secoli,
il suo nome ben quattro volte: Pietroburgo, Pietrogrado (il suffisso "burg",
di chiara origine tedesca, fu sostituito con il più slavo "grad"
in seguito all'ingresso della Russia nella prima guerra mondiale), Leningrado
(nome assunto nel 1924, anno della morte di Lenin), e, ora, San Pietroburgo.
La città è conosciuta anche come la Venezia del nord, non
solo perchè percorsa dal fiume Neva e da altri tre corsi d'acqua
(il fiume Mojka e i canali Griboedov e Fontanka), ma anche per l'atmosfera
autenticamente romantica che si respira passeggiando la sera lungo l'angliskaja
Naberenaja (il lungofiume) passando davanti al Cavaliere
di Bronzo, celebrato dall'omonimo poema di Pukin, o avendo l'opportunità
di compiere un giro in barca per i canali della città (dopo aver
saggiamente contrattato il prezzo con il barcaiolo). Una delle peculiarità
di San Pietroburgo è costituità dalle notti bianche: il
sole, così poco presente nei mesi invernali, all'inizio dell'estate,
in particolare a giugno e a luglio, non scenda mai più di 7 gradi
sotto la linea dell'orizzonte, illuminando così a giorno la città
fin quasi a mezzanotte (è per questo che nei paesi del nord si
parla di "sole di mezzanotte"). L'apoteosi di sole vi è
il 21 giugno quando la luce persiste, in media, oltre 17 ore. Il punto
di ritrovo dei pietroburghesi è il Nevskij Prospekt (Prospettiva
Nevskij), il corso più importante della città, luogo di
incontri, caffè letterari, grandi magazzini (leggendari come il
Gostinij Dvor e moderni come il Passa) o tradizionali negozi (Eliseevskij
fondato nel 1903).
La città come detto ha dato i natali ai più grandi scrittori
e poeti russi. Per questo motivo incredibile è la quantità
di targhe commemorative e case museo presenti (per la verità, spesso,
non tutte imperdibili): possiamo così trovare la casa di Pukin,
di Dostoevskij, di Anna Achmatova, di Aleksandr Blok, di
Nekrasov e di Nabokov. L'attrazione principale è
comunque costituita dal Museo dell'Ermita, uno dei più grandi
del mondo, situato nel Palazzo d'Inverno, che fino alla rivoluzione del
1917 aveva costituito la residenza reale. Oltre alla sezione dedicata
alla cultura russa, e non solo, dei secoli passati, di notevole spessore
e fonte di maggiore attrattiva è la Pinacoteca che riunisce opere
di Raffaello, Tiziano, Rubens, Van Dyck, Rembrandt, Leonardo (La Madonna
di Benois), Perugino, Filippo Lippi, Correggio, Giorgione, Lotto, Paolo
Veronese, Velazquez, Goya, El Greco, le sculture del Canova, fino ad arrivare
agli artisti francesi del XIX e XX secolo come Cezanne, Magritte, Matisse,
Renoir, Monet, PIssarro, Degas, Corot e altri come Kandinskij, Van Gogh,
Picasso... Da vedere a San Pietroburgo ovviamente c'è moltissimo
e non è mia intenzione fornire qui un elenco come fosse una lista
della spesa che non avrebbe nulla da aggiungere alla molte guide specializzate
e dettagliate che tutti possiamo trovare in libreria ( consiglio, tra
le tante, e qui scopro davvero l'acqua calda, "Mosca e San Pietroburgo.
L'Anello d'Oro, Novgorod, Archangel'skoe, Pukin" della serie
Guide d'Europa del Touring Club). Concludo dicendo che meritano sicuramente
una visita anche il Museo di Stato Russo, adibito ad esposizione degli
artisti russi e la fortezza dei Ss. Pietro e Paolo (con annessa Cattedrale
nella uqale sono sepolte le spoglie di tutti gli zar), nella quale furono
imprigionati molti detenuti politici come gli ufficiali insorti contro
il regime zariste nel dicembre del 1825 (per questo definiti decabristi,
dal russo dekabr' - dicembre), lo scrittore Fëdor Dostoevskij, Aleksandr
Ul'janov, fratello maggiore di Lenin, Michail Bakunin e Maksim
Gor'kij.
San Pietroburgo
si può visitare tranquillamente con i mezzi pubblici grazie alla
comodissima metropolitana che collega gran parte della città.
Per arrivare al treno sotterraneo spesso bisogna scendere molto in profondità,
perchè in molti punti la metro passa al di sotto del fiume Neva.
Le scale mobili sono più veloci del normale, ma, in confronto
a Mosca è uno zucchero. I trolleybus
(filobus) e gli autobus sono spesso molto affollati e i controlli sono
frequenti: non fatevi beccare senza biglietto perchè potreste
avere delle noie. E' importante, oltre che educato, avere se non altro
un vocabolario fondamentale di russo, in modo da poter interagire un
minimo nella vita di tutti i giorni. Tra l'altro i russi non sembrano
ancora intenzionati ad imparare l'inglese e le scritte sono molto spesso
solo in cirillico. Dunque, sapere che la P in realtà corrisponde
a una R potrebbe essere già un buon inizio.
Posso dire
di aver vissuto da russo per oltre un mese dato che, dopo un periodo
di non adattamente in un orrendo ostello nella periferia pietroburghese,
nell'isola-quartiere di Vasil'evskij ostrov, ho preferito cercare un
appartamento nel centro città. E così, in via Kavalerdaskaja,
una strada perpendicolare al Suvorovskij Prospekt, ho trovato un bel
appartamento in affitto. Grande e accogliente, anche se in epoca sovietica
vi dovevano vivere almeno tre famiglie data la disposizione del piano,
l'appartemento si trovava (e si trova tuttora) a pochi metri dallo splendido
complesso dello Smol'nij.
Uscendo
da San Pietroburgo ci avviamo a Petrodvorec,
la più importante e bella residenza imperiale nei dintorni della
città. La reggia dista dalla metropoli baltica circa 30 Km e
si raggiunge in treno, in autobus o in aliscafo (d'estate ovviamente).
Inaugurata nel 1723, è immersa in un grande parco diviso da un
canale lungo circa 400 metri che si riversa
direttamente nel golfo di Finlandia. Proseguendo si arriva alle fontane
del parco.
A quasi
200 km da San Pietroburgo, sulla strada per Mosca, sorge Novgorod,
una dei principali centri economici e culturali dell'antica Russia.
Le mura, risalenti al 1044, cingono il Kreml', il cuore della
città antica il cui edificio più antico è costituito
dalla cattedrale di Santa Sofia.
Sullo
sfondo di una Pietroburgo deserta e quasi magica si inseriscono i due
bellissimi personaggi protagonisti di Le notti bianche di Fëdor
Dostoevskij, pubblicato nel 1848. Il protagonista, un sognatore
che sembra vivere perennemente in un mondo che non esiste, incontra per
caso, durante una delle sue passeggiate per la città, Nasten'ka,
che sembrerà offrire, per la prima volta nella sua vita, all'uomo
la possibilità di vivere una vita reale.
La città è protagonista di quasi tutti i romanzi e i racconti
del grande scrittore russo: San Pietroburgo, teatro infernale di una realtà
degradata è lo sfondo della tragica vicenda di cui è protagonista
lo splendido personaggio di Raskolnikov, l'eroe di Delitto e castigo
(1866). Il romanzo, che ha la struttura del "giallo", in realtà
scava nell'intimo dell'animo dello studente - assassino, a cui fanno da
contorno molte altre bellissime figure, tra le quali spicca su tutte quella
di Sonja, costretta a prostituirsi per sfamare la famiglia.
In una fredda giornata di novembre arriva a Pietroburgo anche il principe
Mykin, ovvero L'idiota (1869). Il protagonista è un
uomo assolutamente estraneo al mondo, privo di passato, quasi senza patria.
Egli ha solo una parola d'ordine, una verità alla quale tutti si
ribellano: la comprensione e la compassione.
Tra il 1879 e il 1880 Dostoevskij pubblica quello che è unanimemente
considerato il suo capolavoro: I fratelli Karamazov. La grande
contrapposizione tra Bene e Male e soprattutto una tesi inquietante quanto
affascinante è il personaggio che la sostiene, Ivan Karamazov:
tutto è lecito, dunque per la propria libertà si può
anche uccidere. Splendidi sono anche Umiliati e offesi (1861),
Memorie dal sottosuolo (1865) e i Demoni (1871).
Mangiare
e bere
Quando
si parla di Russia il riferimento alla vodka viene naturale:
rigorosamente liscia (aromatizzata è una nostra invenzione) per
chi ci riesce, va bevuta tutta d'un fiato. Se avete una voglia notturna
improvvisa a San Pietroburgo esistono i 24 ore, negozi di generi
alimentari aperti tutta la notte che fanno la gioia dei bevitori (occhio
se affittate un appartamente a non avere al piano terra uno di questi
negozi altrimenti vi toccherà sorbirvi tutta la notte canzonette
popolari russe e rumori di cocci rotti!). Diffuso è anche il
kvas, un'antica bevanda tradizionale fatta con zucchero, malto
di segale e orzo. A Novgorod potete assaggiare una bevanda alcolica
a base di miele di cui non ricordo sinceramente il nome (evidentemente
aveva fatto effetto). Evitate l'orripilante champagne russo.
Si
mangia bene all'Austerija, ristorante situato all'interno della
fortezza, con una buona cucina russa e personale molto gentile. L'Europa
, all'interno dell'omonimo hotel, val la pena di essere visitato solamente
per la splendida vetrata in fondo alla sala. Se riuscite a trovare un
buon posto dove fanno le bliny (una sorta di crepes) buone fatemelo
sapere; nel frattempo potete andare nella pekarnja (forneria) lungo
il canale Griboedov, mentre andate a visitare la splendida chiesa
della Resurrezione (Chram Voskresenija Christova): dolci e biscotti
insieme a un buon bicchiere di thè.
La
Russia di Tarkovskij
Andrej
Tarkovskij,
figlio dello scrittore di fantascienza Arkadij, esordisce alla regia
nel 1962 con L'infanzia di Ivan, per il quale sarà premiato
a Venezia con il Leone d'oro. Il film narra la storia di un dodicenne,
orfano, il quale, durante i difficili anni della Grande Guerra Patriottica
(la 2° guerra mondiale per i russi), si affeziona a tre soldati
dell'Armata Rossa che lo impiegano come esploratore e staffetta. Nel
1965 inizia a girare Andrej Rublev insieme ad Andrej Konchalovskij.
Si tratta forse del suo capolavoro, proiettato per la prima volta
nel 1969. Nel raccontare la vita di un iconografo medievale, Tarkovskij
solleva i problemi della democrazia, dell'individualismo e del rapporto
con il sacro. Di fondamentale importanza, per Tarkovskij, il ruolo
che l'artista ricopre nel suo rapporto con le immagini. Nel 1972 gira
Solaris e proseguirà il suo cammino verso la modernità
con Stalker (1979), film nei quali non rinuncia ad indagare
il rapporto esistente tra il mondo dei sensi e quellospirituale.
Il
consiglio che ho da darvi è quello di diffidare dagli ostelli
o pensioni a prezzi stracciati, a meno che non abbiate uno spirito
d'adattamento superiore alla media. In particolare più vi allontanate
dal centro più gli alloggi diventano osceni: ricordatelo se
avete intenzione di prendere un appartamento in affitto. Segnalo lo
Youth Hostel in ulica Sovetskaja n. 28, vicino tra l'altro
alla storica stazione di Finlandia. Bello, ma quì si va a spendere
di più, anche il Matisov Domik, in naberenaja
reki Priazkj, molto carino anche se un pò fuori mano. Se si
è a piedi e si è costretti a prendere i mezzi è
consigliabile prendere un alloggio al centro, onde evitare di servirsi
dei bus notturni, sinceramente non sempre sicuri e affidabili (chiedete
agli stessi pietroburghesi) e dei tassisti, la gran parte dei quali
abusivi (gli autorizzati sono riconoscibili dalla scritta Taxi e dal
color giallo dell'auto: sembra ovvio, ma provare per credere...).
Se poi volete proprio godervi l'atmosfera romantica della città
perchè magari siete in viaggio di nozze (altrimenti non si
spiegherebbe la pazzia per la spesa!) potete concedervi il lusso dell'albergo
Astorija Angleterre, in ulica Bol'aja Morskaja n. 39,
proprio di fronte la splendida Cattedrale
di Sant'Isacco. In questo albergo morì suicida (?), nel
1925, il grande poeta Sergej Esenin.