La Russia che guarda all'Europa

 

 

La Russia che guarda all'Europa


San Pietroburgo sul web

www.sanpietroburgo.it, imponente archivio fortografico sulla città e dintorni.
www.spb.su, in inglese e russo.
www.travel.spb.ru
www.saint-petersburg-hotels.com
www.russiaonline.it, prenotazioni on line per gli alberghi.
http://www.hermitagemuseum.com
h
ttp://russiavista.sitiasp.it, guida alla Russia.
www.kiosek.com/dostoevsky/
www.cookaround.com
www.italiarussia.com, sito dell'Istituto italianodi lingua e cultura russa.
www.linguarussa.cjb.net, sito del centro di cultura russa in Italia.
www.russia.net
h
ttp://russia-in-us.com/, sito nel quale sono raccolte fiabe e canzoni popolari russe per bambini.
www.russianartgallery.com
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ww.uniurb.it, sito della facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'università degli Studi di Urbino, nella quale è rimasto ancora un pezzettino di cuore...
www.pietroburgo.it, utili informzioni tutte in italiano.





 

Capitale dell'impero, simbolo della Russia che tende all'Europa, così diversa e lontana da Mosca, San Pietroburgo può essere considerata una città mito a causa della sua nascita e collocazione geografica, su un terreno paludoso, per i suoi magnifici palazzi, per gli innumerevoli artisti a cui ha dato i natali e che tanto l'hanno celebrata, per l'eroismo dimostrato durante i 900 giorni d'assedio nazista nella seconda guerra mondiale. Fondata nel 1692 per volere dello zar Pietro il Grande, divenne con Caterina II, nella seconda metà del XVIII secolo, uno dei maggiori centri culturali d'Europa; notevole la presenza, tra gli altri, di architetti italiani come Rinaldi, (il Palazzo di Marmo), Quarenghi, Rastrelli (il Palazzo d'Inverno), Carlo Rossi (il Teatro Aleksandriskij), Trezzini (la Cattedrale dei Ss. Pietro e Paolo). La città ha cambiato, nel corso dei secoli, il suo nome ben quattro volte: Pietroburgo, Pietrogrado (il suffisso "burg", di chiara origine tedesca, fu sostituito con il più slavo "grad" in seguito all'ingresso della Russia nella prima guerra mondiale), Leningrado (nome assunto nel 1924, anno della morte di Lenin), e, ora, San Pietroburgo. La città è conosciuta anche come la Venezia del nord, non solo perchè percorsa dal fiume Neva e da altri tre corsi d'acqua (il fiume Mojka e i canali Griboedov e Fontanka), ma anche per l'atmosfera autenticamente romantica che si respira passeggiando la sera lungo l'angliskaja Naberežnaja (il lungofiume) passando davanti al Cavaliere di Bronzo, celebrato dall'omonimo poema di Puškin, o avendo l'opportunità di compiere un giro in barca per i canali della città (dopo aver saggiamente contrattato il prezzo con il barcaiolo). Una delle peculiarità di San Pietroburgo è costituità dalle notti bianche: il sole, così poco presente nei mesi invernali, all'inizio dell'estate, in particolare a giugno e a luglio, non scenda mai più di 7 gradi sotto la linea dell'orizzonte, illuminando così a giorno la città fin quasi a mezzanotte (è per questo che nei paesi del nord si parla di "sole di mezzanotte"). L'apoteosi di sole vi è il 21 giugno quando la luce persiste, in media, oltre 17 ore. Il punto di ritrovo dei pietroburghesi è il Nevskij Prospekt (Prospettiva Nevskij), il corso più importante della città, luogo di incontri, caffè letterari, grandi magazzini (leggendari come il Gostinij Dvor e moderni come il Passaž) o tradizionali negozi (Eliseevskij fondato nel 1903).

La città come detto ha dato i natali ai più grandi scrittori e poeti russi. Per questo motivo incredibile è la quantità di targhe commemorative e case museo presenti (per la verità, spesso, non tutte imperdibili): possiamo così trovare la casa di Puškin, di Dostoevskij, di Anna Achmatova, di Aleksandr Blok, di Nekrasov e di Nabokov. L'attrazione principale è comunque costituita dal Museo dell'Ermitaž, uno dei più grandi del mondo, situato nel Palazzo d'Inverno, che fino alla rivoluzione del 1917 aveva costituito la residenza reale. Oltre alla sezione dedicata alla cultura russa, e non solo, dei secoli passati, di notevole spessore e fonte di maggiore attrattiva è la Pinacoteca che riunisce opere di Raffaello, Tiziano, Rubens, Van Dyck, Rembrandt, Leonardo (La Madonna di Benois), Perugino, Filippo Lippi, Correggio, Giorgione, Lotto, Paolo Veronese, Velazquez, Goya, El Greco, le sculture del Canova, fino ad arrivare agli artisti francesi del XIX e XX secolo come Cezanne, Magritte, Matisse, Renoir, Monet, PIssarro, Degas, Corot e altri come Kandinskij, Van Gogh, Picasso... Da vedere a San Pietroburgo ovviamente c'è moltissimo e non è mia intenzione fornire qui un elenco come fosse una lista della spesa che non avrebbe nulla da aggiungere alla molte guide specializzate e dettagliate che tutti possiamo trovare in libreria ( consiglio, tra le tante, e qui scopro davvero l'acqua calda, "Mosca e San Pietroburgo. L'Anello d'Oro, Novgorod, Archangel'skoe, Puškin" della serie Guide d'Europa del Touring Club). Concludo dicendo che meritano sicuramente una visita anche il Museo di Stato Russo, adibito ad esposizione degli artisti russi e la fortezza dei Ss. Pietro e Paolo (con annessa Cattedrale nella uqale sono sepolte le spoglie di tutti gli zar), nella quale furono imprigionati molti detenuti politici come gli ufficiali insorti contro il regime zariste nel dicembre del 1825 (per questo definiti decabristi, dal russo dekabr' - dicembre), lo scrittore Fëdor Dostoevskij, Aleksandr Ul'janov, fratello maggiore di Lenin, Michail Bakunin e Maksim Gor'kij.

San Pietroburgo si può visitare tranquillamente con i mezzi pubblici grazie alla comodissima metropolitana che collega gran parte della città. Per arrivare al treno sotterraneo spesso bisogna scendere molto in profondità, perchè in molti punti la metro passa al di sotto del fiume Neva. Le scale mobili sono più veloci del normale, ma, in confronto a Mosca è uno zucchero. I trolleybus (filobus) e gli autobus sono spesso molto affollati e i controlli sono frequenti: non fatevi beccare senza biglietto perchè potreste avere delle noie. E' importante, oltre che educato, avere se non altro un vocabolario fondamentale di russo, in modo da poter interagire un minimo nella vita di tutti i giorni. Tra l'altro i russi non sembrano ancora intenzionati ad imparare l'inglese e le scritte sono molto spesso solo in cirillico. Dunque, sapere che la P in realtà corrisponde a una R potrebbe essere già un buon inizio.

Posso dire di aver vissuto da russo per oltre un mese dato che, dopo un periodo di non adattamente in un orrendo ostello nella periferia pietroburghese, nell'isola-quartiere di Vasil'evskij ostrov, ho preferito cercare un appartamento nel centro città. E così, in via Kavalerdaskaja, una strada perpendicolare al Suvorovskij Prospekt, ho trovato un bel appartamento in affitto. Grande e accogliente, anche se in epoca sovietica vi dovevano vivere almeno tre famiglie data la disposizione del piano, l'appartemento si trovava (e si trova tuttora) a pochi metri dallo splendido complesso dello Smol'nij.

Uscendo da San Pietroburgo ci avviamo a Petrodvorec, la più importante e bella residenza imperiale nei dintorni della città. La reggia dista dalla metropoli baltica circa 30 Km e si raggiunge in treno, in autobus o in aliscafo (d'estate ovviamente). Inaugurata nel 1723, è immersa in un grande parco diviso da un canale lungo circa 400 metri che si riversa direttamente nel golfo di Finlandia. Proseguendo si arriva alle fontane del parco.

A quasi 200 km da San Pietroburgo, sulla strada per Mosca, sorge Novgorod, una dei principali centri economici e culturali dell'antica Russia. Le mura, risalenti al 1044, cingono il Kreml', il cuore della città antica il cui edificio più antico è costituito dalla cattedrale di Santa Sofia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Smol'nij

Da leggere

Sullo sfondo di una Pietroburgo deserta e quasi magica si inseriscono i due bellissimi personaggi protagonisti di Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij, pubblicato nel 1848. Il protagonista, un sognatore che sembra vivere perennemente in un mondo che non esiste, incontra per caso, durante una delle sue passeggiate per la città, Nasten'ka, che sembrerà offrire, per la prima volta nella sua vita, all'uomo la possibilità di vivere una vita reale.
La città è protagonista di quasi tutti i romanzi e i racconti del grande scrittore russo: San Pietroburgo, teatro infernale di una realtà degradata è lo sfondo della tragica vicenda di cui è protagonista lo splendido personaggio di Raskolnikov, l'eroe di Delitto e castigo (1866). Il romanzo, che ha la struttura del "giallo", in realtà scava nell'intimo dell'animo dello studente - assassino, a cui fanno da contorno molte altre bellissime figure, tra le quali spicca su tutte quella di Sonja, costretta a prostituirsi per sfamare la famiglia.
In una fredda giornata di novembre arriva a Pietroburgo anche il principe Myškin, ovvero L'idiota (1869). Il protagonista è un uomo assolutamente estraneo al mondo, privo di passato, quasi senza patria. Egli ha solo una parola d'ordine, una verità alla quale tutti si ribellano: la comprensione e la compassione.
Tra il 1879 e il 1880 Dostoevskij pubblica quello che è unanimemente considerato il suo capolavoro: I fratelli Karamazov. La grande contrapposizione tra Bene e Male e soprattutto una tesi inquietante quanto affascinante è il personaggio che la sostiene, Ivan Karamazov: tutto è lecito, dunque per la propria libertà si può anche uccidere. Splendidi sono anche Umiliati e offesi (1861), Memorie dal sottosuolo (1865) e i Demoni (1871).

 

 

 

 

Mangiare e bere

Quando si parla di Russia il riferimento alla vodka viene naturale: rigorosamente liscia (aromatizzata è una nostra invenzione) per chi ci riesce, va bevuta tutta d'un fiato. Se avete una voglia notturna improvvisa a San Pietroburgo esistono i 24 ore, negozi di generi alimentari aperti tutta la notte che fanno la gioia dei bevitori (occhio se affittate un appartamente a non avere al piano terra uno di questi negozi altrimenti vi toccherà sorbirvi tutta la notte canzonette popolari russe e rumori di cocci rotti!). Diffuso è anche il kvas, un'antica bevanda tradizionale fatta con zucchero, malto di segale e orzo. A Novgorod potete assaggiare una bevanda alcolica a base di miele di cui non ricordo sinceramente il nome (evidentemente aveva fatto effetto). Evitate l'orripilante champagne russo.

Si mangia bene all'Austerija, ristorante situato all'interno della fortezza, con una buona cucina russa e personale molto gentile. L'Europa , all'interno dell'omonimo hotel, val la pena di essere visitato solamente per la splendida vetrata in fondo alla sala. Se riuscite a trovare un buon posto dove fanno le bliny (una sorta di crepes) buone fatemelo sapere; nel frattempo potete andare nella pekarnja (forneria) lungo il canale Griboedov, mentre andate a visitare la splendida chiesa della Resurrezione (Chram Voskresenija Christova): dolci e biscotti insieme a un buon bicchiere di thè.

 

 

     

La Russia di Tarkovskij

Andrej Tarkovskij, figlio dello scrittore di fantascienza Arkadij, esordisce alla regia nel 1962 con L'infanzia di Ivan, per il quale sarà premiato a Venezia con il Leone d'oro. Il film narra la storia di un dodicenne, orfano, il quale, durante i difficili anni della Grande Guerra Patriottica (la 2° guerra mondiale per i russi), si affeziona a tre soldati dell'Armata Rossa che lo impiegano come esploratore e staffetta. Nel 1965 inizia a girare Andrej Rublev insieme ad Andrej Konchalovskij. Si tratta forse del suo capolavoro, proiettato per la prima volta nel 1969. Nel raccontare la vita di un iconografo medievale, Tarkovskij solleva i problemi della democrazia, dell'individualismo e del rapporto con il sacro. Di fondamentale importanza, per Tarkovskij, il ruolo che l'artista ricopre nel suo rapporto con le immagini. Nel 1972 gira Solaris e proseguirà il suo cammino verso la modernità con Stalker (1979), film nei quali non rinuncia ad indagare il rapporto esistente tra il mondo dei sensi e quellospirituale.

Andrej Rublev on line

 

Dormire

Il consiglio che ho da darvi è quello di diffidare dagli ostelli o pensioni a prezzi stracciati, a meno che non abbiate uno spirito d'adattamento superiore alla media. In particolare più vi allontanate dal centro più gli alloggi diventano osceni: ricordatelo se avete intenzione di prendere un appartamento in affitto. Segnalo lo Youth Hostel in ulica Sovetskaja n. 28, vicino tra l'altro alla storica stazione di Finlandia. Bello, ma quì si va a spendere di più, anche il Matisov Domik, in naberežnaja reki Priazkj, molto carino anche se un pò fuori mano. Se si è a piedi e si è costretti a prendere i mezzi è consigliabile prendere un alloggio al centro, onde evitare di servirsi dei bus notturni, sinceramente non sempre sicuri e affidabili (chiedete agli stessi pietroburghesi) e dei tassisti, la gran parte dei quali abusivi (gli autorizzati sono riconoscibili dalla scritta Taxi e dal color giallo dell'auto: sembra ovvio, ma provare per credere...). Se poi volete proprio godervi l'atmosfera romantica della città perchè magari siete in viaggio di nozze (altrimenti non si spiegherebbe la pazzia per la spesa!) potete concedervi il lusso dell'albergo Astorija Angleterre, in ulica Bol'šaja Morskaja n. 39, proprio di fronte la splendida Cattedrale di Sant'Isacco. In questo albergo morì suicida (?), nel 1925, il grande poeta Sergej Esenin.